BASSANO DEL GRAPPA – LA CHIESA DI SANTA CROCE E IL SUO TERRITORIO – NOTIZIE STORICHE

LA CHIESA E IL TERRITORIO

DI SANTA CROCE

NOTIZIE STORICHE

di Vasco Bordignon 

1220. In questo anno il territorio di Bassano viene suddiviso in quattro quartieri censuari, fra i quali quello di Santa Croce, oltre a quello di Caser, di Roveredo e, successivamente del Margnan. Il nome di questa parte della campagna di Bassano trasse quasi certamente origine dalla presenza di qualche edicola o capitello dedicato al culto della Croce; un culto, come si può argomentare da altri esempi similari, diffusosi all’indomani delle prime crociate in Terrasanta.

1261, 5 maggio. Fra i numerosi beni venduti dal Podestà di Vicenza, Marco Querini, ai creditori dei “da Romano” figura anche una “pezza di terra coltivata a viti in “contrà di Giovanni Morino del quartiere di Santa Croce”. Ed è probabile che già in quel periodo vi fosse una chiesetta nell’ambito dell’esteso quartiere di Santa Croce comprendente tutta la zona sud di Bassano.

1491 – Le prime vere notizie su questa chiesa sono strettamente legate ad una confraternita intitolata alla Santa Croce. Siamo nell’anno 1491 e nell’atto notarile del 21 giugno 1491 alcuni rappresentanti di questa confraternita chiedono all’arciprete di Santa Maria in Colle Benedetto Novello l’autorizzazione di riunirsi in questa chiesetta che si trovava da tempo immemorabile in totale rovina e da loro restaurata e di poter eleggere un sacerdote per officiare le messe “ad honorem omnipotentis Dei et laude S. Crucis” (ad onore di Dio Onnipotente e ad esaltazione della Santa Croce). Le successive notizie relative alla chiesa almeno fino a fine settecento sono collegate a quelle di questa confraternita.

1582. Notizie in occasione della visita del vescovo Michele Priuli (1547 – 1603): la chiesa ha due altari uno dedicato alla Santa Croce ed uno ai santi Lazzaro e Bellino. Non ha nessuna proprietà ad eccezione del prato che la circonda. I confratelli della confraternita provvedono a pagare un sacerdote per dire la messa domenicale e nelle altre feste comandate.

1639. Vi abita un eremita, fra Francesco Rebellato con funzione di custode della chiesa. Il sacerdote non ha l’obbligo di permanervi.

1646. Visita pastorale del vescovo Marcantonio Bragadin ( 1590 o 1593 – 1658): la chiesa è stata ampliata e restaurata sempre dalla confraternita, ed ha tre altari (il maggiore della Santa Croce, i laterali dei SS. Lazzaro e Bellino e a San Giobbe). Vi è pure la sacrestia e un campanile.

1738. Con Breve apostolico del 30 agosto gode di Indulgenza Plenaria nella domenica di Passione. Alla confraternita della Santa Croce si è aggiunta la Confraternita della Dottrina Cristiana per istruire i fanciulli. (Un Breve apostolico è un documento papale meno importante della Bolla apostolica).

1742, il 29 settembre. Il vescovo Antonio Marino Priuli (1700 – 1772) visita la chiesa, l’annesso vicino piccolo cimitero, la cella di un altro eremita (fra Bernardo Simonetti). Vi sono ugualmente tre altari, ma quello di San Giobbe è stato dedicato a San Pellegrino. Un sacerdote viene salariato per officiare le messe di precetto. La chiesa ha pure tre confessionali.

1768, 15 marzo. Il vescovo Marco Giuseppe Corner o Cornaro (1727 – 1779) visita la chiesa, il vicino cimitero che era stato ampliato, il campanile con due campane. Alle messe di precetto celebra un sacerdote di Rosà di nome Giovanni Borsato: la chiesa è custodita da un altro eremita fra Bernardino Bergamo.

1768. Durante l’anno l’arciprete di Santa Maria in Colle Giò Andrea Verci chiede al Vescovo l’autorizzazione che le chiese periferiche di San Vito e di Santa Croce possano conservare il SS. Sacramento e, sempre per le stesse, l’istituzione di curazia.

1768, 18 maggio. Il vescovo Marco Giuseppe Corner o Cornaro, accogliendo la proposta del Verci, costituisce le due curazie e provvede ad eleggere due cappellani stabili: per Santa Croce don Nicola Moretti e per San Vito don Giacomo Tommasi. Restano in essere le altre prerogative dell’arciprete della chiesa madre. Questa nuova curazia di Santa Croce comprende tutta la zona sud di Bassano compresa la zona di San Lazzaro.

1796. Si documenta ancora l’attività della Confraternita di Santa Croce.

1819. In una informativa su Santa Croce al vescovo Mons. Giuseppe Maria Peruzzi (1746 – 1830) da parte dell’arciprete di Santa Maria in Colle Paolo Luigi Vittorelli si descrivono i tre altari esistenti (della Santa Croce, della Madonna e di San Lazzaro), si certifica che si conserva il SS. Sacramento che viene portato in processione ogni terza domenica del mese; che ad ogni festa si insegna la Dottrina Cristiana e si cantano i vespri… e la presenza del cimitero.

1822, 19 agosto. In esecuzione del decreto napoleonico di Saint Cloud del 12 giugno 1804 che vietava la sepoltura nei centri abitati, viene ultimato e aperto il cimitero di Bassano, annullando quindi tutti i cimiteri storici delle chiese.

1827. A causa dell’estensione del territorio della curazia e dell’incremento della popolazione residente e dell’aumentato numero di neonati, tra i quali non era infrequente il rischio di morte, la fabbriceria della chiesa (cioè il comitato che amministrava i beni della chiesa, in sostituzione dei massari) chiede assieme al Curato e ai rappresentanti politici di Santa Croce alla Congregazione Municipale di Bassano di poter erigere nella propria chiesa il Battistero sottolineando la notevole distanza dell’ultima casa di Santa Croce alla Chiesa Parrocchiale di Bassano valutabile in oltre tre miglia e mezzo, distanza assai pericolosa in caso di urgenza in particolare neonatale.

1831. Viene concesso il Battistero, ma la registrazione dei battesimi rimarrà a Santa Maria in Colle fino al 1842.

1861-1866. Alcune richieste alla Commissione Centrale per l’Amministrazione dei Beni Ecclesiastici di sostenere l’elargizione di sussidi dal Comune di Bassano documentano una grave situazione economica della chiesa e delle sue suppellettili e dimore nonché del campanile che rischiava di crollare.

1869. Funziona a Santa Croce una scuola elementare maschile.

1872. Il curato don Giuseppe Peninetti apre nella parete nord della chiesa una cappella che viene dedicata a Santa Veneranda. Lo scopo era quello di ingrandire la chiesa per poter contenere in più almeno un centinaio di fedeli. L’altare proviene dalla Chiesa del Patrocinio già sconsacrata che era sorta vicino al Palazzo Pretorio (attualmente esiste solo la facciata vedi in questo sito il file dedicato). Il paliotto di questo altare raffigurante la Vergine è ragionevolmente attribuibile all’architetto e scultore Bernardo Tabacco in quanto è lui l’autore delle statue del frontone, del portale e del progetto architettonico della chiesa medesima nel 1722.

1872. Nello stesso anno il Comune istituisce a Santa Croce una scuola elementare femminile.

1875. La chiesa di San Lazzaro, facente parte della curazia di Santa Croce di Bassano viene a sua volta eretta in Curazia.

1877. Muore il curato don Peninetti e gli succede don Pietro Baccin che introduce il culto verso Nostra Signora del Sacro Cuore di Gesù, culto sorto a Issoudun in Francia.

1881. Viene benedetta l’immagine di questa Madonna.

stemma del conte presente una cancellata della Villa  di Santa Croce 

1894. Si ottiene dal conte Girolamo Giusti del Giardino (1817 – 1899) il terreno per realizzare il grande viale di accesso al cimitero e pare che si debba a lui la prima piantumazione dei cipressi del 1896.

1894, maggio. Sempre in quest’anno vengono inaugurate le nuove campane fuse dalla ditta De Poli di Ceneda.

1894. Nel corso dello stesso anno muore il curato don Baccin, cui succede don Simone De Romedis che però già l’anno successivo, 1895, rinuncia alla curazia e viene sostituito da don Antonio Graziani (1869-1922).

1896. Vengono messi a dimora 90 cipressi per ogni lato di questo viale, che nel tempo diverrà un viale “monumentale” tuttora esistente.

1901. Don Antonio Graziani si ritira a Bassano, e poi nel 1903 fonderà il Collegio Vescovile Graziani.

1902 . Viene nominato curato don Domenico Tessarolo che, per motivi di salute, nel 1906 si ritirerà come cappellano del monastero delle Sacramentine.

1906. Ritorna a Santa Croce come curato don Luigi Bragagnolo, già cappellano del curato De Romedis.

1910. Don Bragagnolo, considerata la situazione della chiesa esistente non più idonea ai bisogni della popolazione nel contempo molto accresciuta, accettata l’area dal Comune, dà inizio a dei lavori di ampliamento e di ricostruzione. Il progetto affidato all’architetto Vincenzo Rinaldo di Venezia (autore anche del primitivo progetto del nuovo Duomo di Bassano, l’attuale Tempio Ossario) prevede un primo tempo nel quale si allunga la navata di 8 metri mantenendo la stessa larghezza e davanti un campanile alto 36 metri, con forma quadrata alla base e ottagonale alla sommità. Successivamente si sarebbero elevato le pareti, aprendo poi a 12 metri dalla facciata due cappelle laterali profonde di 6 metri. Il tutto si sarebbe unito con una cupola.

1911. Viene abbattuta la vecchia facciata. Viene attuato solo il primo intervento in quanto già nel 1913 i lavori furono sospesi per mancanza di danaro.

1913, 26 maggio. Visita del vescovo Ferdinando Rodolfi (1866 -1943): vi sono 4 altari dedicati alla Santa Croce, al Sacro cuore di Gesù, a Nostra Signore del Sacro Cuore, e Santa Veneranda.

questa immagine evidenzia la facciata del Rinaldo e vi è già la scultura del Guizzon, quindi dovrebbe essere del 1923/1924

1923. Sulla facciata del campanile viene collocato il gruppo in pietra tenera raffigurante l’Invenzione della Croce, scolpita dal prof. Napoleone Guizzon (1865-1951).

1923. In questo stesso anno viene ampliato il cimitero da parte del Comune.

1926, settembre. Nella piazza antistante la chiesa viene sistemata una grande croce in cemento armato, realizzata con il contributo del Comune.

1931. Muore il curato don Luigi Bragagnolo, al quale, in ottobre, succede don Antonio Magnaguagno, fino ad allora cappellano alla SS. Trinità.

a sx santa Bartolomea Capitanio e a dx santa Vincenza Gerosa 

1931, dicembre. Nelle vicinanze della chiesa di Santa Croce l’Istituto delle suore di Carità dette “Suore di Maria Bambina” acquistano una piccola villa (Antica Villa Polidori) per l’assistenza delle suore malate e anziane. Ricordo come questa congregazione sia sorta a Lovere (BG) nel 1831 per opera di Bartolomea Capitanio (1807-1833) e di Vincenza (al secolo Caterina) Gerosa (1784-1847), santificate il 18 maggio del 1950 dal papa Pio XII (1876-1958).

Nei mesi successivi questo edificio viene con poche trasformazioni  e grande spirito di sacrificio adattato all’alloggio di circa 30 suore anziane e malate. La necessità di ospitarne altre fa sorgere la necessità di un nuovi locali.

1932. Il nuovo parroco sia per l’aumento costante della popolazione sia per un esteso crollo d’intonaco del soffitto della vecchia chiesa ha subito ben chiaro come il progetto Rinaldo non sia più attuabile e che vi è la necessità di una nuova costruzione. La comunità – non senza qualche perplessità – dà l’assenso, approvato anche dal vescovo Rodolfi.

1933. Verso la fine di quest’anno si inizia a trasportare ghiaia e pietre per le fondazioni della nuova chiesa progettata dall’ing. Enrico Fontana. Numerose furono le persone della curazia (che contava allora 17contrade) che gratuitamente si prodigarono per questo scopo. Ma non vi era ancora la decisione sulla sua ubicazione. Don Magnaguagno sosteneva di far sorgere la nuova chiesa accanto a quella esistente soprattutto per motivi realistici di tipo economico come l’utilizzo del campanile, della canonica e del piazzale antistante.

1934, 3 gennaio. Viene iniziata la costruzione del nuovo edificio che diverrà Casa Gerosa.

1935, 3 luglio. La contessa Giulia Bianchini d’Alberigo vedova del Conte Vettor Giusti del Giardino dona, con atto notarile, il terreno necessario per costruire la nuova chiesa parrocchiale di Santa Croce. Tale atto sarà scritto anche nella lapide commemorativa della consacrazione della Chiesa. La disponibilità di questo terreno sbloccherà la situazione e si potrà presto realizzare la soluzione prospettata da don Magnaguagno. Nel contempo si richiede una deroga al decreto ministeriale che vietava qualsiasi costruzione edilizia a causa della guerra in atto tra l’Italia e l’Etiopia.

1935, novembre. Si realizzano i lavori di scavo e di fondazione  della nuova chiesa, come da autorizzazione ministeriale nel frattempo comunicata.

1935, 21 novembre. Viene benedetta  dal vescovo Rodolfi la nuova chiesa  aggiunta all’edificio “Casa Gerosa” precedentemente completato. Questa chiesa viene dedicata al Sacro Cuore  e ad onore dell’allora Beata Gerosa,

1936, 4 aprile. Viene posata la prima pietra della nuova chiesa assieme alla rituale pergamena, con l’intervento del vescovo Ferdinando Rodolfi, della stessa contessa vedova Giusti del Giardino, madrina della cerimonia, e del fratello conte Antonio Bianchini d’Alberigo e altre autorità. La contessa nella immagine è dietro il vescovo, in parte coperta da un chierichetto.

1936. Entro la fine dell’anno sono al coperto il coro e la sacrestia.

la chiesa è in avanzata fase di costruzione

1939. La grande navata è terminata e in luglio viene innalzata sul timpano la Croce in pietra tenera.

1941. Entro la fine dell’anno vengono completati il soffitto, le cornici in stucco e gli intonaci interni, ed sono posizionate quasi tutte le vetrate istoriate.

1942. I lavori sono terminati.

1942, 7 agosto. Con decreto vescovile viene eretta la Parrocchia “Invenzione della Santa Croce” in Bassano del Grappa, separando il territorio della nuova parrocchia da quella di Santa Maria in Colle. Nella stessa data viene eretta in Parrocchia la curazia di San Lazzaro di Bassano con un proprio territorio.

la lapide commemorativa presente all’interno della chiesa nella parete nord

1942, 6 dicembre. La Chiesa viene consacrata da parte di Monsignor Prospero M. Bernardi, un vescovo dei Servi di Maria di Monte Berico, in sostituzione del vescovo di Vicenza Ferdinando Rodolfi gravemente ammalato che morirà il 13 gennaio del 1943.

1943, 2 maggio. Vengono posizionate le Stazioni della Santa Croce del padre cappuccino Vettore da Rovigo

1943, settembre. Viene posta sull’altare la statua del Sacro Cuore, realizzata dalla ditta Stuflesser di Ortisei.

1944, gennaio. Il nuovo vescovo di Vicenza Mons. Carlo Zinato (1890 – 1974) benedice i due nuovi altari dedicati al Sacro Cuore di Gesù e a Nostra Signora del Sacro Cuore.

1944, marzo. Il Vescovo Zinato dà l’investitura canonica della Parrocchia di Santa Croce a don Antonio Magnaguagno.

1944. Pochi mesi dopo, inizia il rastrellamento del Grappa da parte dei nazi-fascisti e il parroco viene chiamato in cimitero e qui constata l’orrore dei 31 cadaveri dei partigiani impiccati.

1945. A seguito delle incursioni aeree nemiche alcune bombe colpiscono anche il territorio di Santa Croce e provocano, oltre a feriti più o meno gravi, anche dei danni alla chiesa in particolare alle vetrate nord. Poi vi fu la liberazione e la vita religiosa e civile riprese il suo corso.

1948, Vengono ricostruite le vetrate distrutte durante il bombardamento.

1952. Dopo la morte di don Magnaguagno, viene nominato parroco don Didimo Mantiero, nato a Novoledo il 22-06-1912.

1953, 26 aprile. Don Mantiero fa il suo ingresso a Santa Croce.

1959, 5 dicembre. Don Didimo, attento alle nuove esigenze sociali e religiose, in particolare dell’infanzia e della gioventù, inaugura una Scuola Materna, con la presenza delle suore di Maria Bambina o della Carità.

1962. Favorisce, nell’ambito delle nuove esigenze giovanili, l’associazione del “Comune dei Giovani”, dalla quale nel 1964 sorgerà la “Voce dei Giovani”.

1963. L’Amministrazione comunale mette una vasta area nella zona di Santa Croce per la realizzazione delle sedi di vari Istituti Superiori.

1963. In questo anno le spoglie di don Magnaguagno vengono trasportate nella chiesa nuova. Al centro della chiesa di trova questa lapide commemorativa.

1966, il 19 marzo. Viene ufficialmente inaugurato il “Comune dei Giovani” con le autorità religiose e politiche.

1966, luglio. Si decide la costruzione di un Oratorio Parrocchiale, che verrà completato nel 1968 e inaugurato il I maggio del 1972.

1967, settembre. Viene inaugurato il nuovo Istituto Tecnico Industriale “E. Fermi” nella zona del Centro Studi, in via Santa Croce,9

1971, ottobre. L’Istituto Professionale per il commercio “ G.A. Remondini” è nella nuova sede nella zona del Centro Studi, in via Strada Travettore, 30

1972, estate. Viene attuato il trasferimento del Liceo Scientifico “J. Da Ponte” nel Centro studi di Santa Croce, in via Tommaso d’Aquino, 12

Seguiranno gli edifici per l’Istituto Tecnico “L. Einaudi”, situati in via Tommaso d’Aquino, 8

1974. Nel corso dell’anno vengono costruiti a Santa Croce gli impianti di atletica leggera . Si tratta di una pista regolamentare con tribuna.

1979. Don Didimo Mantiero rinuncia al mandato parrocchiale per motivi di salute, restando in parrocchia presso le suore della Scuola Materna.

1979, 29 settembre 1979. Don Antonio Gonzato, nato Pozzoleone 21-09-1939, subentra a don Didimo.

1980, marzo. Nasce il foglio parrocchiale “Voce di Santa Croce”.

1981. Nel corso dell’anno inizia la Scuola di Cultura Cattolica.

1981, ottobre. Si celebra solennemente il centenario della devozione a Nostra Signora del Sacro Cuore.

1983, 14 settembre. Viene celebrato assieme al vescovo Arnoldo Onisto (1912 – 1992) il giubileo dell’Anno Santo della Redenzione. In questa occasione vengono benedetti l’ambone, il fonte battesimale e consacrato il nuovo altare, opere queste realizzate in marmo rosso veronese dallo scultore Danilo Andreose (1922-1987).

1985. Iniziano i lavori di ristrutturazione della vecchia chiesa nei suoi tre corpi storici e murari e del campanile.

1990. Entra il nuovo parroco don Dino Manfrin (Albettone 30-09-1936 – Breganze 19-06-2000).

1991, 13 giugno. Si spegne don Didimo Mantiero.

1998. Don Dino Manfrin viene inviato a Breganze, dove morirà nel 2000 dopo grave malattia. Viene sostituito da don Paolo Traverso, nato a Camisano il 29-03-1947.

1999, 09 dicembre. Viene inaugurata e aperta la nuova Farmacia Comunale, traslocando dalla sede precedente in Piazzale Firenze dell’omonimo Quartiere.

2006. Viene attuato un progetto di riqualificazione della Chiesa: viene rimossa la pavimentazione esistente e i marmi interni perimetrali di parete, si realizza un impianto di riscaldamento a pavimento, realizzato poi in marmo rosso di Asiago, botticino e grigio carnico; inoltre pitture interne su tutte le pareti e sul soffitto. Opere complementari la sistemazione della centrale termica e la realizzazione di una rete di smaltimento delle acque meteoriche.

2010. Vengono posizionate le nuove stazioni della Via Crucis, opera del parrocchiano Gianni Berti. Le formelle in refrattario, delle dimensioni 43×43 cm, inserite in una cornice lignea 70×60 cm sono un dono dell’autore alla chiesa.

2013. Don Stefano Mazzola, nato a Schio il 26-12-1960, è il nuovo parroco.

2013. Per mancanza di personale, le suore di Maria Bambina o della Carità non possono più seguire la Scuola Materna Parrocchiale. Saranno sostituite da personale laico specializzato.

2018, giugno. Con decreto del Vescovo Beniamino Pizziol (nato a Ca’ Vio il 15-06-1947) in sostituzione delle singole parrocchie ormai in grave carenza di sacerdoti, aggregandole tra di loro, dà origine alle Unità Pastorali, tra le quali quella tra Santa Croce di Bassano e San Lazzaro di Bassano.

2019, giugno. La parete nord dell’Oratorio P.G. Frassati viene dipinta dall’artista Andrea Mattoni detto RAVO. L’autore ha scelto un dettaglio del famoso dipinto di Jacopo Bassano del 1534, “Fuga in Egitto”, cogliendo quel volto di ragazzo e la sue emozioni.  (Andrea Mattoni Ravo è nato a Varese nel 1981 da una famiglia di artisti (nonno, padre e zio). Ha iniziato nel 1995 questa attività con grandi risultati).

 

FONTI DOCUMENTALI

AA.VV. Il Liceo da Ponte. L’impegno della formazione in cinquant’anni di storia di Bassano. Editrice Artista Bassano, 2004

AA.VV. San Lazzaro. Un’antica contrada fra Bassano e Brenta. Editrice Artistica Bassano, 2019.

Amministrazione Civica di Bassano del Grappa. Rassegna di un biennio di attività (1965-1966). Tipografia Tassotti, Bassano, Giugno 1967

Amministrazione Civica di Bassano del Grappa. Rassegna di sei anni di attività 1964-1970. Grafiche Tassotti, Bassano, maggio 1970.

Amministrazione Comunale di Bassano del Grappa. Rassegna di cinque anni di attività 1970-1975. Grafiche Tassotti, Bassano, giugno 1975.

Carraro Fontana Giuliana. Santa Croce in Bassano. Pagine di storia e di cronaca antica e nuova. Tipografia Minchio, Bassano del Grappa, 1986. (questo testo mi ha aiutato in questo mio lavoro)

Fantinato Francesco. Dall’adesione al distacco. Viaggio nella galassia del Comune dei Giovani di Santa Croce di Bassano del Grappa, senza data (ma 2018)

Favero Giovanni. Amministrare lo sviluppo. Bassano del Grappa 1945-1980. Comitato per la storia di Bassano. Bertoncello Artigrafiche, Cittadella, 2007.

Pastega Brotto Agostino. Gli Zambelli, L’Illustre Bassanese, n.174, luglio 2018. Editrice Artistica Bassano.

Prevedello suor Antonietta. L’Istituto delle Suore di Carità. 1940, Libreria Emiliana editore. (estratto da cap. XXI,  “Gloria Magna est sequi Dominum, 1932”, pagg. 887-898).

Signori Franco. Toponomastica storica bassanese. Comitato per la storia di Bassano. Bertoncello Artigrafiche, Cittadella, 1998.

Verci Giambatista. Codice Diplomatico Eceliniano. Storia degli Ecelini. Tomo terzo, in Bassano 1779 nella stamperia Remondini. Documento CCLIX del 5 maggio 1261.

NB. resto a disposizione per precisazioni, notizie, altre immagini e altro riguardante questo lavoro

REBESCO PIERGIORGIO – SAN ZENONE DEGLI EZZELINI 24-11-1936 – SCULTORE E PITTORE – 04 – I DIPINTI (1952-1979)

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GUIZZON NAPOLEONE – VICENZA 24.8.1865 – 22.12.1951 – SCULTORE

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