BASSANO DEL GRAPPA – RELIGIOSITA’ POPOLARE – IL CAPITELLO DI VIA PORTILE

IL CAPITELLO DI VIA PORTILE

Testimonianza del Sig. Gino Battaglia, nato nel 1943 e residente in via Portile nelle vicinanze del Capitello ( raccolta  all’inizio di ottobre 2020)

Ricordi dei residenti nella contrada

testo e foto di di Gianandrea Borsato

La storia del Capitello di via Portile è stata ricostruita grazie alle testimonianze dei più anziani tuttora residenti nella Contrada, ed in particolare del Sig. Gino Battaglia, intervistato da Gianandrea Borsato ad inizio ottobre 2020, in concomitanza con la celebrazione in data 7 ottobre 2020 (memoria liturgica della Beata Vergine Maria del S. Rosario) della S. Messa di inaugurazione dei lavori di sistemazione e ritinteggiatura del Capitello sapientemente eseguiti dal Sig. Fulvio Mocellin, residente nella stessa via Portile di fronte al Capitello.

La vicenda della costruzione del Capitello si inserisce nel panorama della Contrada di Ca’ Portile così come si presentava negli anni Cinquanta del Novecento, in un contesto ancora rurale e ben diverso dalla massiccia edificazione residenziale e artigianale che, come in tutta la periferia a sud della Città di Bassano del Grappa e fino al confine con S. Zeno di Cassola, si è sviluppata nei decenni successivi e in particolare dagli anni Sessanta. Poche erano le abitazioni, con la presenza di alcune famiglie storiche: presso il Capitello le famiglie Battaglia e Moretto; a sud dello stesso, e in corrispondenza della curva della strada, le famiglie Guazzo e Zanotto; a nord dello stesso, e dove oggi sorge il complesso della ditta F.A.I.B. s.p.a., le famiglie Gnoato e Piotto. Dal punto di vista religioso, in quel periodo le famiglie della Contrada facevano riferimento prima alla Parrocchia di S. Croce e poi alla Rettoria della Beata Giovanna (compresa nella Parrocchia di S. Maria in Colle); la nascita della Parrocchia di S. Leopoldo Mandic è molto più recente e data agli anni Ottanta (la Bolla di erezione della nuova e ancora attuale Parrocchia fu firmata il 1° gennaio 1984 dall’allora Vescovo di Vicenza mons. Arnoldo Onisto). Nelle adiacenze delle poche case rurali, transitavano le due storiche linee ferroviarie per Castelfranco-Mestre-Venezia (esistente nel tratto di pianura fin dal 1908) e per Cittadella-Camposampiero-Padova (inaugurata già nel 1877), chiaramente oggetto di bombardamenti negli anni della Seconda Guerra mondiale.

Fu proprio negli anni immediatamente successivi al secondo conflitto mondiale che fu costruito il primo Capitello, su iniziativa del Sig. Marco Moretto e dei suoi figli, come ex voto per lo scampato pericolo determinato dai bombardamenti sugli obiettivi sensibili e sulle vie di comunicazione in tempo di guerra e per la sopravvivenza sua e dei familiari a quelle drammatiche giornate. Marco Moretto, padre di Mario e nonno di Fiorenzo (che ancor oggi risiede nell’abitazione cui il Capitello è addossato), prese l’iniziativa e realizzò l’edicola votiva nel 1950 per devozione alla Beata Vergine Maria Assunta in Cielo. Sottolinea l’intento edificatorio come ex voto per grazia ricevuta anche la Sig.ra Marcella Moretto, nuora di Marco e moglie di Mario, nei suoi ricordi personali raccolti sempre ad ottobre 2020. Il primo Capitello fu inaugurato il 15 agosto 1950. Il Sig. Gino Battaglia, allora bambino frequentante la prima classe elementare, ha impresso nella memoria il particolare ricordo che, a Capitello già edificato ma non ancora benedetto, fu fatto sedere dallo stesso Marco Moretto all’interno della nicchia. La statua originaria della B.V.M. Assunta fu sostituita dall’attuale statua mariana, di campiture rosacee e giallognole, una trentina d’anni or sono. Il Capitello è sempre stato così e nella medesima posizione attuale fin dal 1950. Alla successiva sistemazione della casa della famiglia Moretto, il Sig. Marco voleva spostare il Capitello e realizzare una nicchia in corrispondenza del primo piano dell’abitazione tra le due finestre, ma il Comune non autorizzò l’intervento, dovendo il Capitello permanere nella sua posizione originaria.

Sin qui la testimonianza del Sig. Gino Battaglia.

Elemento di identità e di aggregazione per la contrada di Ca’ Portile (parte dell’attuale Quartiere Ca’ Baroncello di Bassano del Grappa ed immediatamente confinante a sud con la frazione di S. Zeno di Cassola), nei decenni il Capitello si è particolarmente animato per la tradizione della recita del Santo Rosario durante il mese di maggio, nelle sere dal lunedì al venerdì alle ore 20:30. Questa tradizione è continuata fino al corrente anno 2021 (il Capitello di via Portile e il Capitello delle Case popolari di via Ca’ Baroncello sono oggi i due unici punti di ritrovo superstiti per la recita del Rosario di maggio nel territorio della Parrocchia di S. Leopoldo, attuale Unità Pastorale Sinistra Brenta), anche se le presenze sono sempre più sporadiche e si riducono a pochissime unità di persone, quando non ad una persona sola: segno di una crisi nella frequenza al culto e alle manifestazioni della religiosità popolare che è ormai endemica per l’intera Chiesa italiana e che fa preoccupare e riflettere, soprattutto perché sono sempre più lontane proprio le generazioni più giovani, che costituiscono il futuro della società sia civile che ecclesiale.

Gianandrea Borsato, residente nella stessa contrada di Ca’ Portile, ricorda sempre con piacere gli anni Novanta, quando, adolescente, si recava alla recita del Rosario con un nutrito gruppo di bambini e ragazzi residenti nelle vie, che si accompagnavano ad un altrettanto folto gruppo di adulti e anziani e si davano da fare per l’animazione della preghiera; certe sere, nella corte della famiglia Battaglia tutt’attorno al Capitello, si contava addirittura una trentina di persone. Altri tempi, bei tempi! Inoltre, con frequenza periodica durante il mese di maggio, sia in via Portile che negli altri punti di aggregazione per il “fioretto”, si celebrava la S. Messa all’aperto, officiata dall’allora Parroco don Bruno Marchesin, cui nel 1997 subentrava don Ernesto Cabrele, o più spesso dall’indimenticato don Primo Bertoldi; sacerdoti che hanno caratterizzato l’edificazione e la vita della nostra Comunità parrocchiale di S. Leopoldo Mandic e ai quali vanno sempre il nostro affetto e la nostra gratitudine (don Bruno e don Primo sono nel frattempo mancati). La penultima sera del mese di maggio (visto che l’ultima, il giorno 31, Festa della Visitazione della B.V.M., era dedicata alla conclusione solenne del mese di maggio nella Chiesa parrocchiale), dopo la recita del Rosario si allestiva anche un nutrito rinfresco, con il contributo di tutti gli abitanti della Contrada.

Nel 2020 la situazione del Capitello evidenziava ormai la necessità di lavori di restauro e di ritinteggiatura. L’infaticabile Fulvio Mocellin, durante i mesi estivi, attrezzandosi di materiale e buona volontà e mettendoci la sua consueta passione, eseguiva magistralmente la sistemazione, ritinteggiando le pareti, il fregio a motivi floreali di margherite e la cornice della vetrata. In tutta Italia e nel Mondo imperversava la drammatica pandemia da Covid-19 e proprio durante l’estate pareva di intravvedere una tregua. Tra i residenti è maturato il desiderio di solennizzare i lavori con un’inaugurazione e una S. Messa, celebrata all’aperto come ai vecchi tempi e officiata da don Giuseppe Baggio, presenza preziosa e insostituibile nella nostra Parrocchia. Si è scelta la data del 7 ottobre 2020, Memoria liturgica della B.V.M. del S. Rosario, in quanto il giorno 8 settembre, Festa della Natività della B.V.M. e ricorrenza da sempre molto cara ai Vicentini, c’è da decenni la tradizione della S. Messa presso l’altro Capitello del Quartiere, quello delle Case popolari di via Ca’Baroncello, unita alla Sagra del nostro Quartiere (purtroppo sospesa sia nel 2020 che nel 2021 causa emergenza sanitaria da Covid-19). Si è creato anche un momento aggregativo, dopo mesi di pandemia, con un piccolo rinfresco autogestito. Nel 2021 la celebrazione della S. Messa all’aperto il giorno 7 ottobre si è ripetuta ed è volontà dei residenti continuare e consolidare negli anni a venire questa tradizione.

Bassano del Grappa, 7 ottobre 2021 Gianandrea Borsato

realizzazione di Vasco Bordignon – pubblicato 06-10-2021

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