GUERRA 1939-45 – 2020 – CASARI, DISERTORI E RENITENTI SUL GRAPPA

GUERRA 1939-1945

 2020 – CASARI, DISERTORI E RENITENTI SUL GRAPPA

LE VICENDE DRAMMATICHE DI “IOANIN” (SETTEMBRE 1944)

IN APPEDICE:  IL CONTRIBUTO DI ROMANO D’EZZELINO ALLA RESISTENZA

a cura di GIANANTONIO BORSATO E DI BENITO GRAMOLA

COPERTINA: Monumento al Partigiano e alla Resistenza di Cima Grappa – Particolar della statua bronzea opera dello scultore partigiano bellunese Augusto MurerIN QUARTA DI COPERTINA:  Cappella dei caduti di Col Bastia a Romano Alto- Romano d’Ezzelino (VI)

INTRODUZIONE

“È possibile conservare la memoria in altro modo, se non attraverso la testimonianza? “. Così scrive Elie Wiesel nel suo volume “e il mare non si riempe mai. Memorie 2” (Traduzione di Nicola Jacchia, ed. Bompiani, Milano, 1998, p. 107). Questa frase dello scrittore e professore rumeno naturalizzato statunitense, di origine ebraica e sopravvissuto alla Shoah, ben riassume lo spirito con il quale ci siamo accinti a realizzare questa pubblicazione, dedicata alla storia di un altro superstite, Giovanni Davide Bontorin (“Ioanin”), scampato al Rastrellamento del Grappa del 20-28 settembre 1944.

Della vicenda del Grappa e del tributo di sangue pagato dalle quattro formazioni partigiane attive sul Massiccio, in quel tragico settembre 1944 (c.d. “Operazione Piave”), si è trattato diffusamente, soprattutto negli ultimi vent’anni, e molto si è indagato rispetto ai documenti d’archivio e agli Atti dei processi celebrati nell’immediato dopoguerra, grazie anche alla costante e meritoria attività di ricerca promossa dagli Istituti storici per la Resistenza di Vicenza e di Treviso (Istrevi e Istresco). Ex multis, basti citare i lavori di Lorenzo Capovilla e Giancarlo De Santi, Sui sentieri dei partigiani nel Massiccio del Grappa (ed. Cierre-Istresco, 2^ edizione riveduta e corretta, 2006), di Sonia Residori (Il massacro del Grappa. Vittime e carnefici del rastrellamento, 21-27 settembre 1944, ed. Cierre-Istrevi, 2007), ancora di Lorenzo Capovilla e Federico Maistrello (Assalto al Monte Grappa. Settembre 1944. Il rastrellamento nazifascista del Grappa nei documenti italiani, inglesi e tedeschi, ed. Istresco, 2012), di Benito Gramola e Roberto Fontana (Il processo del Grappa: dall’ergastolo all’amnistia. Elenco, sintesi e antologia delle carte processuali 1946-1949, Attiliofraccaroeditore, 2011). Non sono mancati nemmeno svariati contributi dalla memorialistica personale di partigiani combattenti e sopravvissuti, oltre ad opere antologiche sulle Brigate attive sul Grappa, sui numerosi eccidi che si verificarono tra il Brenta e il Piave in conseguenza del rastrellamento e sui profili storici e biografici dei Caduti (tra tutte, vanno segnalate le pubblicazioni edite negli ultimi anni da Diego Geremia, Paolo Meggetto e Roberto Zonta, con il supporto del Gruppo Alpini di Casoni “Bortolo Busnardo” e degli storici Lorenzo Capovilla, Lorenzo Rossi e Francesco Tessarolo).

Il lavoro curato dal prof. Benito Gramola, storico della Resistenza vicentina, e dal sottoscritto si inserisce senz’altro nella memorialistica dei testimoni, già più volte sperimentata, ma intende al contempo offrire alle generazioni presenti e future una storia realmente vissuta, attraverso il lucido ricordo del suo protagonista, in uno snodarsi della narrazione puntualmente riferito ai luoghi del Grappa, teatro delle perigliose peregrinazioni di Giovanni Bontorin e dell’ amico Andreino Gheno nelle giornate del rastrellamento. Ne esce un quadro a tratti innovativo. Dal racconto di “Ioanin” si evince come la forza dirompente dei rastrellatori abbia giocoforza prevalso su una normalità cercata (ma di fatto impossibile) da parte dei presumibilmente pochi partigiani combattenti già strutturati e dei sicuramente più numerosi giovani renitenti ai bandi Graziani, che trovarono nel riparo tra le “casàre” e le malghe del Grappa una facile soluzione per sfuggire ad una guerra che non volevano più combattere e ad una patria (quella di Salò) che non riconoscevano più come tale.

Certo, deve aver contribuito nella scelta di quei giovani – tutti cresciuti alle falde del monte e abituati da sempre con le loro famiglie alle attività di alpeggio e fienagione estiva – anche il mito del Grappa come “montagna sacra”, che trovava il suo fondamento nelle note vicende dell’ultimo anno della Grande Guerra (ottobre 1917 -novembre 1918) e che lo stesso regime fascista aveva alimentato, esaltando i temi della guerra e dell’italianità nella retorica così come nella scuola e nell’educazione.

Il libro, corredato da una corposa e analitica documentazione fotografica, si propone pure come uno strumento utile al lettore, che voglia approfondire la Resistenza del Grappa, per tornare a visitare i luoghi, ripercorrendo i passi di “Ioanin”, o per soffermarsi presso le lapidi e i cippi posti in diverse località del Massiccio e della Pedemontana a ricordo dei ventotto Caduti per la Libertà originari del Comune di Romano d’Ezzelino (uccisi in combattimento, impiccati, fucilati o deportati nei lager nazisti in conseguenza dello stesso rastrellamento o comunque deceduti in episodi legati ai venti mesi della lotta di Liberazione). A questi ventotto Caduti è dedicato il secondo capitolo del libro, con un profilo biografico di ciascuno e una sintesi delle informazioni che siamo riusciti a ricavare dalla storiografia o dalle famiglie. Delle loro vicende – come abbiamo potuto constatare – mancava un lavoro compiuto nelle pubblicazioni fino ad oggi uscite, le quali, spesso meritevoli in termini di analiticità rispetto a persone e a fatti dei vari Comuni e delle diverse borgate della Pedemontana del Grappa, hanno, tuttavia, alquanto trascurato Romano d’Ezzelino.

I Caduti sono ricordati in una Cappella-Mausoleo, sita nel Cimitero di Col Bastia a Romano Alto. Qui ogni anno, il giorno 24 settembre, i Gruppi Alpini e la Sezione Fanti di Romano d’Ezzelino, con grande cura, dedizione e merito, organizzano una semplice, ma sentita cerimonia. Anche a loro va il ringraziamento della Sezione A.N.P.I. di Bassano del Grappa per l’importante lavoro che svolgono nel tenere viva la memoria, rinnovando al contempo da parte nostra l’impegno a partecipare, come A.N.P.I. bassanese, di anno in anno all’importante commemorazione.

La nostra gratitudine per questa pubblicazione va in primis al suo protagonista, ovvero a Giovanni Davide Bontorin, classe 1925, residente a Romano Alto, che ci ha consegnato la sua testimonianza e i suoi ricordi vivi ed emozionanti delle tragiche vicende del Rastrellamento e che ha fortemente voluto questo libro. Da un paio d’anni, con la Sezione A.N.P.I di Bassano del Grappa, di cui è socio ad honorem, Giovanni si spende anche in iniziative con le Scuole, allo scopo di trasmettere ai giovani il ricordo di quei fatti e per spronarli ad impegnarsi sempre per un futuro di pace e di democrazia.

Un vivo ringraziamento va pure all’Associazione Nazionale Bersaglieri – Sezione di Rosà, che ha collaborato alla realizzazione dell’opera, e al suo Presidente Roberto Bizzotto, sensibile ai temi della memoria storica e sempre presente alle commemorazioni della Resistenza sul Grappa. Roberto, come noi, è molto legato a Giovanni, che è altresì socio attivo dell’A.N.B. e partecipa tuttora orgogliosamente, con il suo cappello piumato, alle cerimonie promosse dall’ Associazione stessa e ai Raduni nazionali e locali.

Rivolgiamo il nostro riconoscente grazie all’Amministrazione Comunale di Romano d’Ezzelino, che ha patrocinato e sostenuto la presente pubblicazione, ed in particolare al Sindaco Simone Bontorin e all’ Assessore alla Pubblica Istruzione, alla Cultura e allo Sport, Franca Meneghetti, oltre che agli Uffici e alla Biblioteca comunale per il supporto offerto nelle attività di ricerca storica.

È nostro dovere, ancora, ringraziare i parenti dei romanesi uccisi nella lotta di Liberazione, che ci hanno accolto con gentilezza e aiutato per meglio identificare i Caduti, e i signori Gabriele Farronato, Girolamo Andolfatto, Giovanni Carraro, Danilo De Zotti, Lorenzo Rossi, Roberto Zonta, per la preziosa collaborazione nell’attività di ricerca storica e documentale propedeutica alla redazione di questo libro. Siamo assai grati anche a tutti gli sponsor che hanno contribuito finanziariamente e che qui elenchiamo: CANI L VIAGGI s.r.l. di Spin di Romano d’Ezzelino (VI); CENTRO VENETO BASSANO BANCA – Filiale di Romano d’Ezzelino (VI); NORD CICLI s.r.l. di Pove del Grappa (VI).
Bassano del Grappa, agosto 2020
Gianandrea Borsato
Presidente A.NP. Sez. “Martiri del Grappa” di Bassano del Grappa

INDICE GENERALE

Prima presentazione: Simone Bonturin (Sindaco del Comune di Romano d’Ezzelino), pag. 7
Seconda presentazione: Roberto Bizzotto (Presidente A.N.B. Sez. Rosà), pag. 9
Introduzione: Gianandrea Borsato (Presidente A.N.P.I. Sez. “Martiri del Grappa” di Bassano del Grappa, pag. 11

Capitolo 1 – GIOVANNI BONTORIN – pag. 17
Il giovane Ioanin, pag.19
Ioanin “casaro” sul Grappa, pag. 20
Primo incontro con i tedeschi (autunno 1943), pag. 22
Ioanin aderisce alla chiamata di leva (autunno 1943), pag. 23
Ioanin diserta e ripara sul Grappa (gennaio 1944), pag. 24
Il Grappa palestra di spie, pag. 27
Ioanin “staffetta” dei partigiani (estate 1944), pag. 29
21 settembre 1944: inizia il rastrellamento dal lato sud del Grappa, pag. 32
Anche Ioanin fugge verso Cima Grappa, pag. 35
Ioanin scende verso il Piave, pag. 36
Ritorno a casa, pag. 37
Ioanin entra nella Todt, pag. 40
Ioanin si sposa e cerca lavoro all’estero, pag. 41

Capitolo 2 – IL CONTRIBUTO DI ROMANO D’EZZELINO ALLA RESISTENZA: CADUTI IN COMBATITMENTO, FUCILATI, IMPICCATI E DEPORTATI, pag. 43

CADUTI IN COMBATTIMENTO, pag. 45
(Pocchetto Silvio, Bontorin Domenico

FUCILATI, pag. 46 – 50
(Alessio Valentino, Marcadella Mario, Carlesso Giacomo, Carlesso Marcellino, Carraro Tullio, Moretto Giovanni)

IMPICCATI, pag. 51 – 56
Camazzola Luigi, Carlesso Gilberto, Conte Luigi, Dissegna Guerrino, Dissegna Pietro, Moretto Giuseppe, Zilio Giocondo, Zilio Marcellino

DEPORTATI, pag. 57 – 63
Andolfatto Luigi, Andolfatto Girolamo, Andolfatto Andrea, Andolfatto Giuseppe, Ravagnolo Angelo, Carlesso Francesco, Perotto Gaetano, Rebellato Giovanni

Appendice fotografica: i luoghi del racconto di “Ioanin”, pag.67
Appendice fotografica: il contributo di Romano d’Ezzelino alla Resistenza. Lapidi, cippi e monumenti a ricordo dei Caduti, pag. 83
Appendice documentaria, pag. 99

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Realizzazione di Vasco Bordignon – Pubblicato  05 ottobre 2021

 

 

 

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