PERSONE – MERLINI SERGIO MARIO – BASSANO DEL GRAPPA 25-08-1932 – 05-10-2011 – A – UN GRANDE PITTORE DA CONOSCERE E DA VALORIZZARE

MERLINI SERGIO MARIO

un grande pittore del territorio e non solo,

da conoscere e da valorizzare

a cura di Vasco Bordignon

autoritratto, olio su tela, 50×40 cm

Merlini nacque a Bassano del Grappa il 25 agosto 1932, figlio di Giovanni e di Bordignon Stella. Fin da ragazzo curiosava il padre che da pittore dilettante mescolava sulla tavolozza i vari colori che diventavano poi un quadro. L’amore alla pittura lo spinse a frequentare vari corsi teorici.

Ebbe anche la fortuna di conoscere un importante vicino di casa, il professore di disegno e pittura Antonio Marcon imparando molto sulla tecnica pittorica.

Antonio Marcon  nacque  Bassano il 19 settembre 1898 e morì a Roma il 13 aprile 1974. E’ stato un grande poliedrico artista bassanese (pittore, incisore, ceramista)

Quando era libero, passava il suo tempo a dipingere all’aperto paesaggi, fiori e altro, sbagliando e imparando.

Ma in Italia i tempi non erano favorevoli agli artisti e per questo emigrò nel 1957 in Canada come tanti altri italiani.

Qui la fortuna bussò alla sua porta: a Toronto conobbe il maestro Luigi Bellini, emigrante pure lui, originario di Sant’Andrea di Conza della provincia di Avellino, che in breve tempo era già molto conosciuto per i sui ritratti di sindaci, di uomini politici, personaggi dello spettacolo non solo della città di Toronto, ma anche di tutto il Nord America.

il  Maestro Bellini ritratto dal Merlini, olio su tela, 50×40 cm.

Luigi Bellini nacque a Sant’Andrea di Conza (Avellino) il 22 febbraio 1912, e morì a Toronto (Canada) il 16 agosto 1989). Una biografia completa si trova nel sito del Comune di Sant’Andrea di Conza.

Il maestro lo prese sotto le sue ali, e così i Merlini poté frequentare il suo studio disegnando e dipingendo, raggiungendo in breve buoni risultati in particolare nella pittura “en plain air”, cioè all’aperto riservando l’atelier alle nature morte, ai fiori o ai ritratti. Nel 1960, il 30 luglio, convolò a nozze con Gianese Adriana nel comune canadese di Windsor. Merlini restò parecchi anni in Canada, poi verso il 1974 ritornò in Italia e alla sua Bassano e continuò a dipingere in Italia e all’estero, sempre con grande successo. Generosamente accettò anche di insegnare disegno e pittura per diversi anni al Gruppo Dimensione Arte di Rosà.

Lavorò instancabilmente dipingendo anche per 4 o 5 ore al giorno.

Morì il 5 ottobre 2011, lasciandoci un “tesoro” di immagini e di emozioni, scorci di grande poesia o ampie vedute di forte realismo, altre impregnate di calore umano come è la vita quotidiana nel variare delle stagioni, negli umili lavori agricoli o lo stupore dei bouquet di fiori o di piccoli agglomerati di frutta ecc. Tutto questo nella serie di immagini che vi presenterò.

ALCUNI PREMI E PARTECIPAZIONE A MOSTRE

1° premio concorso pittura Weston (Canada) 1973

2° premio concorso nazionale disegno Padova 1979

1° premio concorso nazionale Maestri Vicenza 1981

1° premio concorso sett. Rossanese Rossano V.to (Vi) 1981

1° premio concorso extempore Baita Camol (Vi) 1981

Personale Galleria Rosmini Rovereto (TN) 1982

3° premio Gran premio veneto Rossano (Vi) 1982

1° premio biennale concorso pitture Creazzo (Vi) 1983

1° premio concorso pittura Barbarano (Vi) 1984

1° premio concorso extempore Costalunga (Vi) 1984

Personale Galleria “II Fiore” Bassano del Grappa 1985

1° premio concorso naz. pittura Ravenna 1985

1° premio concorso extempore  5. Fortunato (Vi) 1986

1° premio concorso targa Maestri Rosà (Vi) 1988

Personale “Caffè Mozart” Bassano del Grappa 1990

Personale Ufficio Turismo La Thuile 1990

Personale gemellaggio Schallstadt (D) 1998

Collettiva orangerie Le Cocteau (F) 1999

Collettiva Chateau de la Roche 5t. Priest (F) 2000

Collettiva Banque nationale de Paris Roanne (F) 2000

Esposizione palazzo Bonaguro Bassano del Grappa (Vi) 2005

1° premio concorso villa Caffo Rossano V.to (Vi) 2006

HANNO SCRITTO 

  • Merlini lo conoscevo di vista, perché verso la fine degli anni 1970, poco più che ragazzo, molto spesso lo incontravo agli angoli della sua Bassano, con tela e cavalletto, intento a dipingere. Vedendolo, imparai ad apprezzarlo per il grande amore che aveva per l’arte e per la passione con cui eseguiva quei lavori che spesso seppi molto più tardi terminava nel suo studio, la ragione di questo comportamento è che Merlini è dotato di una eccellente memoria fotografica alla quale non sfugge mai di ricordare i colori e vedute. Erano ormai trascorsi parecchi anni, quando nel 1995 mi avvicinai al gruppo “Dimensione Arte” per conoscere più da vicino il mondo della pittura. Successivamente per mio interessamento, fui eletto presidente di questo gruppo. Il mio compito di allora fu di cercare docenti d’arte. Mi avvicinai a Merlini il quale ha accettato la mia proposta, ed è lì che ho avuto la fortuna di rincontrarlo, e finalmente di conoscerlo più approfonditamente. Sono rimasto subito colpito dal suo carattere semplice e dalla sua generosità nel trasmettere tutto il suo sapere artistico. I nostri rapporti sono divenuti sempre più cordiali e sono sfociati ben presto in una vera amicizia basata sulla reciproca e profonda stima. Lavoratore instancabile, tutt’ora dipinge 4 – 5 ore al giorno. Il gruppo”Dimensione Arte” ha avuto il privilegio di averlo come insegnante di “disegno e pittura ad olio” per parecchi anni durante i quali ha saputo trasmettere la sua profonda conoscenza del colore e del disegno a numerosi allievi, divenuti poi, a loro volta, valenti pittori. Anche durante la sua permanenza in varie parti della Francia, al seguito di alcune sue mostre, ha tenuto dei brevi corsi e seminari riscuotendo notevole interesse. Spesso Mario suole ripetere che lui ama uscire dallo studio perché gli angoli solitari e silenziosi che la natura gli offre, sono la sua ispirazione quotidiana e la sua pittura ne è l’esempio più concreto. Infatti essa non ha bisogno di parole, di teorie estetiche o di virtuosismi letterari per essere spiegata, poiché il suo mezzo pittorico ha una tale forza espressiva da farci entrare inevitabilmente nell’atmosfera dei suoi paesaggi, mentre nelle nature morte l’armonia dell’insieme, i colori sempre ben accostati, i bagliori di luce, sono il risultato di un’interpretazione guidata dagli impulsi dell’anima e dagli stimoli controllati della ragione. Merlini ha allestito le sue prime mostre in Canada, successivamente in Italia e Francia, conseguendo sempre un grande successo di pubblico e di critica. Ha partecipato inoltre, anche con il gruppo “Dimensione Art3” a numerose mostre collettive e concorsi ottenendo diversi premi e segnalazioni di merito. Durante gli anni della sua carriera artisti molti quotidiani, giornali e riviste d’arte hanno scritto di lui e delle sue opere. Carlo Setti, al quale va il mio ringraziamento perché ha voluto farmi conoscere questo grande artista, fornendomi anche il materiale, una antologia realizzata appena prima della morte del pittore, antologia che sta alla base di questo lavoro, utilizzando sia le notizie sia le immagini (eseguite da Walesky, Cassola) presenti nel libro suddetto.
  • Appassionato dell’arte, prima che pittore, Mario Merlini si va impegnando con crescente profitto tecnico e poetico. In pittura all’aria aperta o nello studio, egli dà libero sfogo alla sua inventiva, all’emozione del contatto diretto con la natura e le cose. Non è difficile sorprenderlo nelle strade, per le campagne, a fermare i colori tutto quello che lo colpisce: cascinali, prati, rogge, lagune, angoli di paesi e città dove passa. Particolarmente dotato nel disegno, cui, giustamente attribuisce la dovuta importanza, ha una familiarità con la matita; con essa coglie rapidamente quegli appunti basilari che si traducono in oli, o restano tali, sintesi di forme colte “al volo’. Nell’analisi, questa pittura di Merlini si evidenzia per l’uso appropriato del colore, per l’orchestrazione ordinata quanto semplice delle forme nello spazio, per quell’impostazione cara alla grande tradizione tendente, cioè, al dialogo poetico con l’osservatore, senza inutili forzature né violenze compositive o coloristiche. Per coerenza nella scelta dei temi e nell’impegno di traduzione, il pittore si colloca su un piano di assoluta onestà. Proprio per virtù di umiltà, la pittura appare sicura tramite per la rivelazione del particolare clima interiore del pittore, fatto di solarità coloristica, di pacato lirismo, di ansiosa tensione alla poesia; valori tutti che nascono e si rinnovano nel mutare della luce, al cambio delle stagioni, al filtro delle emozioni e degli umori dell’uomo. Lontano da mero interesse speculativo, la pittura di Mario Merlini vuole essere aspirazione alla completa realizzazione di sé nell’espressione dei sentimenti; di conseguenza i risultati che ottiene sono avvalorati da un continuo desiderio di perfezione tecnica e di confronto con gli altri, atteggiamento tipico di chi fa per sé prima che per gli altri, sottoponendo i risultati a severa critica.  Salvatore Bencivenga

Nel suo tempo libero Sergio Mario Merlini coltiva la pittura come un genuino messaggio per comunicare al pubblico i suoi sentimenti per la natura e per le cose umili che lo attorniano. Con tocco impressionistico e mobilità di visione egli traduce qualcosa della città e della terra ove con trepida nostalgia si è reinserito dopo molti anni di assenza, assaporandone il succoso dialetto e l’antica cultura. Si tratta quindi di una pittura-racconto, sincera e spassionata, che ci viene offerta “di prima” secondo l’emozione del contatto diretto con gli ambienti cari e gli oggetti abituali. Anche i temi mutano di poco e si rincorrono con coerente sviluppo nei vari quadri perché sono gli stessi di ieri e di oggi. Visioni rapide e immediate del Brenta con squarci di Bassano; località della campagna pedemontana con casolari, alberi, prati, strade soleggiate e con lo sfondo lontano dei colli e il variare del cielo; gruppi floreali colti dal vivo e semplici nature morte, in cui gli oggetti “poveri” che sono più vicini al nostro vivere quotidiano si coordinano vicendevolmente freschi di colore e fragranti di attrazione. Sergio Mario Merlini è dunque impegnato a scavare nelle cose per cogliervi le più riposte vibrazioni con entusiasmo e primitiva freschezza. Mediante un lungo e costante processo di autoeducazione, egli ha cercato di innestarsi nel discorso dei “maestri” acquistandone l’abilità, cogliendone le stimolazioni, confrontandosi con essi, pur sempre deciso a seguire una propria via. Nella sua tensione comunicativa, infatti, Merlini, ispirandosi ai profondi valori della nostra gente e della nostra cultura contadina, ricerca serenità a contatto con le sue stesse origini e ci trasmette una vigorosa carica d’amore e di fiducia stimolandoci alla gioia del vivere e del costruire. Traber (Tranquillo Bertamini)

Sergio Mario Merlini vive e lavora nel territorio bassanese, dove il disegno e la pittura sono pratica quotidiana nei laboratori dei bravi artigiani ceramisti. Ha sentito il fascino dell’arte fin da bambino fin da bambino ed è diventato pittore per passione, oggi ha alle spalle una lunga esperienza artistica densa di premi e di segnalazioni di merito. Dipinge all’aperto alla ricerca di “emozioni di natura”; paesaggi del Brenta, del Sile, della campagna pedemontana, aspetti caratteristici di Bassano con ricchezza di colori. La realtà figurativa: persone, alberi, case, ecc. è sfuocata, l’occhio non vede con esattezza i particolari, percepisce soprattutto il colore, è resa con pennellate rapide, la luce e i colori vibranti sono i veri protagonisti di un gioioso abbandono alla natura. Dipinge nature morte con frutta, fiori, oggetti domestici di forte effetto volumetrico e grande semplicità realistica, immersi in una luce limpida che ne definisce chiaramente le forme. Suoi temi preferiti sono le radiosità solari estive e gli inverni grigi, freddi, piovosi e innevati resi con descrizioni coloristiche abili come quelle musicali di Vivaldi. La sua arte ha radici profonde nella pittura Veneta, nell’ottocento francese, nella scuola paesaggistica italiana, nell’amore per la sua terra. Valentino Giorgio Grizzo

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pubblicato il 4 dicembre 2020

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